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12 dicembre 2025

Quando porre la ‘domanda sbagliata’ diventa vietato al Parlamento europeo

Ufficio stampa del Gruppo ESN · 2 min di lettura
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Durante una recente audizione del Parlamento europeo sul lavoro della nuova Autorità antilavaggio dell’UE (AMLA), è sorto uno scambio di opinioni a seguito di una domanda sull’applicazione dei criteri relativi ai paesi ad alto rischio. Quando l’eurodeputata Rada Laykova ha chiesto chiarimenti all’esperto invitato dall’AMLA, il presidente è intervenuto impedendo che venisse data risposta alla domanda. La questione riguardava la proposta di includere la Russia nell’elenco dell’UE dei paesi ad alto rischio per il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, nonché la verifica se valutazioni analoghe fossero applicate anche altrove.

L’eurodeputata Rada Laykova ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Ciò che è accaduto in questa audizione la dice lunga. Ho posto una domanda chiara e del tutto legittima all’esperto dell’AMLA: se l’Unione europea utilizza parametri oggettivi nel decidere se la Russia debba essere inserita nell’elenco dei paesi ad alto rischio, perché l’Ucraina non è soggetta alla stessa valutazione? L’audizione si è concentrata sui rischi legati al finanziamento del terrorismo, alla corruzione e al riciclaggio di denaro, e ho fatto riferimento a diversi fattori concreti e rilevanti — tra cui l’interruzione dei flussi di gas attraverso l’Ucraina che ha colpito Stati membri quali la Slovacchia e l’Ungheria, un incidente paragonabile a casi precedentemente descritti come ‘terrorismo economico’ nel contesto del Nord Stream. Ho inoltre sottolineato le preoccupazioni ben documentate relative alla corruzione, ai flussi finanziari irregolari e alle questioni di governance in Ucraina, che vengono sempre più riconosciute anche nella cronaca mainstream.

Questi punti giustificano logicamente una valutazione nell’ambito dello stesso quadro applicato alla Russia. Eppure l’Ucraina non viene affatto esaminata. Anziché affrontare questa questione di merito, il presidente è intervenuto per impedire una risposta, limitandosi a un’osservazione vaga sulla corruzione in generale. Il rifiuto di confrontarsi la dice lunga. Il presidente ha chiaramente riconosciuto che la domanda metteva la rappresentante dell’AMLA in una posizione in cui non poteva rispondere — pertanto la domanda è stata semplicemente archiviata.

Il messaggio non ufficiale è chiaro: non è consentito porre domande sull’Ucraina. Ciò viene presentato come ‘democrazia in azione’, eppure le domande legittime e scomode dell’opposizione vengono ignorate senza nemmeno un tentativo simbolico di risposta. Il motivo è altrettanto chiaro. L’UE cerca di ostacolare gli affari con la Russia evitando al contempo qualsiasi restrizione nei confronti dell’Ucraina, nonostante quest’ultima soddisfi tutti i criteri per l’inclusione nell’elenco dei paesi ad alto rischio. Sono le conseguenze politiche, non i criteri oggettivi, a guidare queste decisioni. L’UE non ha alcun interesse a compromettere i canali di riciclaggio di denaro che operano attraverso il cosiddetto ‘centro di smistamento dei fondi ucraini’, ma è pienamente disposta a ostacolare i rapporti delle aziende europee con la Russia.’