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Vittoria per la libertà di espressione: assoluzione per David Bendels

Ufficio stampa del Gruppo ESN · 2 min di lettura
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Ad aprile, il giornalista David Bendels, caporedattore del Deutschland-Kurier, è stato condannato in primo grado a sette mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena. Il procedimento è stato avviato a seguito di un meme satirico riferito a Nancy Faeser, che il tribunale ha qualificato come diffamazione penale ai sensi dell’articolo 188 del Codice penale tedesco (StGB).

Oggi, il Tribunale regionale di Bamberg lo ha assolto in secondo grado.

Mary Khan, eurodeputata del Gruppo ESN, ha commentato:

“Questo caso è stato, sin dall’inizio, ben più di una semplice controversia legale su un singolo meme. Si è trattato di un caso politico emblematico che ha messo spietatamente a nudo quanto siano diventate fragili la libertà di espressione e la libertà di stampa, in un contesto in cui alle critiche rivolte al governo si risponde sempre più spesso ricorrendo al diritto penale. Un contributo satirico — da tempo al centro del dibattito democratico — è stato criminalizzato. L’articolo 188 del Codice penale tedesco (StGB) si sta quindi trasformando sempre più in uno strumento di intimidazione nei confronti delle voci scomode e del giornalismo critico. Il fatto che questa sentenza scandalosa sia stata ora ribaltata rappresenta un passo atteso da tempo.”

Anche Petra Steger, eurodeputata orientata alla libertà, ha accolto con favore in modo esplicito l’assoluzione:

“L’assoluzione odierna rappresenta una vittoria della ragione sull’ipersensibilità politica. Quando i giornalisti vengono trascinati in tribunale per aver espresso critiche taglienti e satiriche nei confronti dei membri del governo, la democrazia non viene tutelata, ma viene danneggiata. Una società libera deve essere in grado di sopportare le critiche, le esagerazioni e persino le provocazioni, specialmente quando sono rivolte a chi detiene il potere.”

Steger ha inoltre messo in guardia da una tendenza pericolosa nel modo in cui vengono trattati i media critici nei confronti del governo:

“È particolarmente allarmante che tali procedimenti colpiscano quasi esclusivamente giornalisti critici che non si allineano alla linea ufficiale. Il diritto penale non deve mai essere strumentalizzato per proteggere l’autorità politica dalla derisione, dalla critica o dal controllo pubblico. Coloro che criminalizzano la satira aprono la strada alla censura.”

In conclusione, Mary Khan ha sottolineato:

“La sentenza odierna non rappresenta solo un successo personale per David Bendels, ma anche un segnale importante per tutti i giornalisti e i cittadini d’Europa. La libertà di espressione non è un privilegio concesso dallo Stato, bensì un diritto fondamentale inalienabile. Se la libertà di espressione muore, con essa muoiono anche la libertà, la democrazia e lo Stato di diritto.”