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Il piano dell’UE per derubare i contribuenti europei: eurobond sotto mentite spoglie contro i beni russi congelati

Ufficio stampa del Gruppo ESN · 2 min di lettura
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Giovedì scorso, la commissione ECON ha ospitato un’audizione unilaterale sulla cosiddetta “mobilitazione” dei beni russi congelati, del valore di circa 200 miliardi di euro e detenuti presso Euroclear. Le voci critiche erano assenti; gli “esperti” erano stati selezionati con cura per sostenere un esito prestabilito, guidati dal vicedirettore dell’Unità di informazione finanziaria lettone.

La proposta consiste nell’utilizzare i beni russi come garanzia per nuove obbligazioni emesse dall’UE al fine di finanziare ulteriori trasferimenti all’Ucraina. Il problema fondamentale è che non si può dare in garanzia ciò che non si possiede. Persino il funzionario lettone e la DG FISMA hanno ammesso che tali beni non sono di proprietà dell’UE e non lo saranno mai. Ciò rende il piano insostenibile: gli investitori non si fideranno di obbligazioni garantite da beni che l’UE non possiede e che potrebbero dover essere restituiti alla Russia. Durante l’interrogatorio è emersa la vera ammissione: gli stessi Stati membri sarebbero gli unici veri garanti di questo debito. In realtà, non è il denaro della Russia a essere in gioco, bensì quello dei contribuenti dell’UE.

Rada Laykova, membro del Gruppo ESN e della commissione ECON, ha descritto l’audizione:

“La retorica sulla ‘mobilitazione’ delle risorse e gli appelli morali riguardo alle violazioni commesse dalla Russia nascondono la verità. L’UE sta cercando di indurre con l’inganno il Parlamento e l’opinione pubblica ad avallare gli Eurobond sotto mentite spoglie — esplicitamente vietati dai trattati dell’UE. Questi strumenti creano un debito comune tra gli Stati membri, cosa vietata persino per uso interno all’UE. Ora il piano prevede di emetterli non per l’Europa, ma per l’Ucraina, uno degli Stati notoriamente più corrotti, dove i fondi stanziati in passato sono scomparsi nel giro di pochi mesi.”.

Non si tratta di ‘solidarietà’, bensì di un vero e proprio furto ai danni degli europei. I cittadini si farebbero carico dell’intero onere del debito, mentre vengono indotti a credere erroneamente che i beni russi congelati li proteggerebbero. La realtà è questa: non si tratta né dell’Ucraina né della Russia, ma di aggirare le norme dell’UE e imporre un debito comune vietato. La presunta garanzia russa non è altro che fumo negli occhi.

Non dobbiamo permettere che il Parlamento venga manipolato al punto da votare a favore del furto del futuro dei propri cittadini.’