Tuttavia, il dibattito più acceso si è concentrato sull’emendamento n. 60, presentato da Nils Ušakovs (S&D). Il testo, sebbene redatto in linguaggio tecnico, poneva particolare enfasi sul genere e mirava a promuovere un’agenda ideologica di sinistra volta a un processo legislativo “inclusivo” attraverso l’integrazione della dimensione di genere. A differenza del termine «sesso», che si riferisce alla realtà biologica, il termine «genere» comporta forti connotazioni ideologiche che l’ESN non può accettare.
Il voto finale sull’emendamento n. 60 è stato di 12 voti a favore, 12 contrari e 5 astensioni da parte del PPE, che hanno fatto pendere l’ago della bilancia. Di conseguenza, l’emendamento è stato respinto. L’ESN rileva che la chiara presa di posizione dell’eurodeputato Marcin Sypniewski ha svolto un ruolo fondamentale nel mobilitare l’opposizione all’interno della destra, garantendo la vigilanza contro i tentativi di introdurre un linguaggio ideologico nei lavori della commissione.
L’ESN accoglie con grande favore questo risultato, in quanto impedisce l’infiltrazione di terminologia ideologica nelle attività del PETI. Il Gruppo rimane impegnato a difendere la sovranità degli Stati membri e a proteggere la procedura di petizione dall’essere strumentalizzata per fini ideologici.