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Conferenza di Berlino sul Sudan: la Germania diventa il tesoriere del mondo!

Ufficio stampa del Gruppo ESN · 2 min di lettura
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La Conferenza di Berlino sul Sudan, tenutasi il 15 aprile, ha riunito rappresentanti governativi, organizzazioni internazionali e ONG per fornire nuovi aiuti umanitari al Paese dilaniato dalla guerra civile. Si doveva colmare un deficit di finanziamento pari a 2,2 miliardi di euro; il governo tedesco sta ora facendo ricadere la parte del leone dei fondi promessi sui contribuenti tedeschi: il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha promesso 212 milioni di euro in occasione del vertice. Marc Jongen, membro del Parlamento europeo e portavoce per la politica di sviluppo della delegazione dell’AfD, ha dichiarato:

“Con 29,1 miliardi di euro nel 2025, la Germania è ora diventata il principale donatore mondiale di aiuti allo sviluppo, a seguito dei drastici tagli al programma USAID degli Stati Uniti. Dei 522 milioni di euro già stanziati per il Sudan nel 2025 dalla Commissione europea e dagli Stati membri, la Germania si fa carico dell’onere principale. Tali versamenti vengono effettuati in gran parte attraverso lo strumento NDICI, con un volume totale di quasi 79 miliardi di euro per il periodo 2021–2027, senza un adeguato controllo democratico né criteri di successo misurabili. Rimane del tutto poco chiaro quale parte delle somme promesse giunga effettivamente alla popolazione locale per soddisfare i bisogni primari e quale finisca invece nelle tasche di ONG corrotte e signori della guerra. La Corte dei conti europea ha ripetutamente criticato la mancanza di trasparenza negli aiuti allo sviluppo dell’UE, in particolare per quanto riguarda il ruolo delle ONG, ma non sono stati introdotti né solidi meccanismi di controllo né criteri di assegnazione più rigorosi.

Alla luce della crisi economica e della perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro dovuta alla deindustrializzazione in Germania, un simile trasferimento di miliardi all’estero è del tutto irresponsabile. Il governo tedesco non deve continuare a fungere da tesoriere del mondo. Al contrario, qualsiasi ulteriore impegno della Germania e dell’UE nella politica di sviluppo deve essere vincolato a condizioni rigorose: una protezione efficace delle frontiere, un’azione coerente contro il traffico di esseri umani e il terrorismo islamista, nonché accordi di riammissione funzionanti per i migranti — con l’immediata sospensione di tutti i pagamenti qualora venga rifiutata la riammissione dei migranti. Negli ultimi anni, gli ingressi illegali in Europa provenienti in particolare dal Sudan hanno registrato un forte aumento.

A livello dell’UE, occorre ora garantire piena trasparenza, misure anticorruzione e tagli drastici a tutte le spese per lo sviluppo prive di benefici evidenti, seguendo l’esempio del DOGE negli Stati Uniti. Gli interessi economici e di sicurezza europei, così come la lotta contro l’immigrazione illegale, devono essere posti al centro della politica di sviluppo dell’UE. Il governo tedesco dovrebbe assumere un ruolo di primo piano a livello nazionale, invece di continuare a riversare miliardi di denaro dei contribuenti in quello che è di fatto un pozzo senza fondo nel Sud del mondo.’