“L’UE è ormai in una fase di stagnazione economica da circa un decennio. Anche quelle crescite dell’1% riportate sono per lo più solo il risultato di espedienti statistici. La Commissione europea è pronta a puntare il dito contro gli Stati Uniti o la Russia, ma i problemi in Europa sono di origine interna. L’attuale drastico taglio alle previsioni di crescita dell’UE è l’ennesimo segnale del fallimento delle attuali politiche di Bruxelles. Anziché rafforzare la competitività delle imprese europee, negli ultimi anni la Commissione ha perseguito un programma ideologico di autosabotaggio economico – dall’eccessiva burocrazia alle costose normative climatiche che danneggiano in modo particolare la nostra industria. L’UE impara la lezione? No. Il rapporto Draghi ha appena ammesso ciò che i cosiddetti ‘critici dell’UE’ sostengono da un decennio: l’UE, con la sua dottrina di un’economia sempre più pianificata, di distorsioni monetarie e di regolamentazione, sta minando la competitività dell’Europa. Tuttavia, il rapporto Draghi si limita ad ammettere il problema solo dopo che era diventato impossibile nascondere ulteriormente la stagnazione economica, ma poi sostiene che, a quanto pare, solo ‘più UE’ sia la soluzione a qualcosa che è stato causato proprio da ‘troppa UE’. Un espediente tipico dell’UE: creare un problema con le proprie mani e poi distorcerne le cause per ottenere ancora più controllo e più fondi a favore dell’UE.
Ciò che è particolarmente preoccupante è la stagnazione economica in Germania, colonna portante dell’economia europea. I prezzi elevati dell’energia – causati dall’autoisolamento dalle fonti energetiche affidabili – e un enorme arretrato di investimenti sono problemi creati dall’Unione Europea stessa. Un’economia industriale non può esistere senza energia economica e affidabile. La Germania non dispone più né dell’una né dell’altra. La Commissione ne è responsabile poiché interferisce costantemente e in modo eccessivo nelle politiche economiche nazionali o nelle importazioni energetiche, anziché consentire soluzioni autonome.
Alla luce della situazione economica, il Gruppo ESN chiede una moratoria immediata su tutte le nuove normative dell’UE che gravino ulteriormente sulle imprese, nonché un riorientamento fondamentale della politica energetica verso un approvvigionamento accessibile e sicuro per i cittadini e l’industria. Inoltre, dobbiamo attingere ad alcune delle nostre fonti per determinate risorse, soprattutto poiché l’UE sembra dirigersi intenzionalmente verso l’isolamento economico e geopolitico, come si evince dalla lettura di alcune delle sue relazioni più recenti. Il termine ‘intenzionalmente’ non viene, ovviamente, ammesso, ma è evidente. Inoltre, è urgentemente necessario un ritorno a una solida politica fiscale e a un uso responsabile dei fondi dell’UE. L’UE, tuttavia, sta andando nella direzione esattamente opposta.”