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Un altro programma dell’UE per la “protezione del clima” esercita una pressione ancora maggiore sui nostri agricoltori

Ufficio stampa del Gruppo ESN · 2 min di lettura
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Il meccanismo di adeguamento alle frontiere per le emissioni di CO₂ CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) è inteso a integrare il Sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE, sempre più rigoroso, e a garantire un’efficace determinazione del prezzo della CO₂. Il CBAM dovrebbe incentivare una produzione rispettosa del clima nei paesi terzi e garantire trasparenza sulle emissioni causate. A tal proposito, Volker Schnurrbusch, eurodeputato del Gruppo ESN, ha dichiarato:

“Questo cosiddetto strumento di ‘protezione del clima’ colpisce non solo l’industria e i consumatori, ma anche i nostri agricoltori con una severità senza precedenti. A partire dal 2026, sarà necessario acquistare certificati CBAM sui fertilizzanti provenienti da paesi terzi al fine di compensare le emissioni in essi contenute. Ciò non solo distorcerà la concorrenza, ma spingerà anche i calcoli dei costi, già molto stretti, imposti agli agricoltori dall’UE a un livello completamente nuovo. In tutta l’UE, gli agricoltori che coltivano terreni arabili, in particolare, stanno lottando con margini bassi o addirittura negativi, e i prezzi dei fertilizzanti giocano un ruolo fondamentale in questo contesto.”.

Secondo le stime, i prezzi dovrebbero aumentare tra il 10 e il 30 per cento. Chi dovrebbe essere in grado di sostenere tali costi? Già ora alcuni agricoltori sono costretti a ricorrere a finanziamenti a breve termine per acquistare fertilizzanti, e le banche non sono sempre disposte a venire loro incontro. Questo tentativo della Commissione europea di costringere i paesi terzi ad adottare comportamenti ‘rispettosi del clima’ a spese dei nostri agricoltori non ottiene altro che stringere ulteriormente il cappio attorno all’agricoltura europea. Allo stesso tempo, la Commissione non ha nemmeno definito i fattori chiave per il calcolo del CBAM. Esige trasparenza sulle emissioni, ma rimane vaga e opaca quando si tratta delle proprie regole.”

Arno Bausemer, eurodeputato del Gruppo ESN, aggiunge:

“Ci batteremo a Bruxelles affinché venga abolito anche questo regolamento dannoso. La Commissione europea sta già esercitando una pressione enorme sui nostri agricoltori attraverso i tagli previsti ai pagamenti basati sulla superficie e attraverso le importazioni di bassa qualità dall’Ucraina e dal Sudamerica. A ciò si aggiunge il divieto di importazione di fertilizzanti russi a prezzi accessibili e ora questa tassa CBAM di stampo verde-di sinistra, che minacciano molte migliaia di posti di lavoro nel settore agricolo. Il Gruppo ESN respinge con fermezza questa interferenza insensata e dannosa e si schiera decisamente a fianco dei nostri agricoltori. La cosa migliore sarebbe porre fine a tutto questo circo sulle emissioni il più rapidamente possibile.”