Il Gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D) condanna la proposta, avvertendo che essa svuoterebbe di significato le politiche di coesione e agricole. Chiede invece l’emissione di debito comune dell’UE, l’ampliamento dei fondi sociali e la creazione di nuove risorse proprie dell’UE.
Alexander Jungbluth, eurodeputato del Gruppo ESN e membro a pieno titolo della commissione per i bilanci (BUDG), ha risposto:
“Ciò che la Commissione sta proponendo non è altro che un ulteriore tentativo di orientare la politica fiscale nazionale da Bruxelles attraverso vie traverse. Tale condizionalità non apporta maggiore trasparenza né efficienza, ma mina la sovranità di bilancio degli Stati membri.».
Respingiamo categoricamente qualsiasi forma di ingerenza centralista da parte di una Commissione tecnocratica. L’Europa può funzionare solo sulla base del partenariato, non attraverso ricatti politici del tipo ‘soldi solo in cambio di obbedienza’.
Ancora più assurde sono le contro-richieste dei socialisti. Chiunque respinga ogni condizionalità e allo stesso tempo invochi un indebitamento permanente dell’UE, nuove risorse proprie e miliardi per vaghi ’investimenti sociali‘ capovolge completamente il bilancio dell’UE, trasformandolo in un pozzo senza fondo!
La nostra posizione è chiara: no all’unione del debito dell’UE, no ai poteri di aumento delle imposte per Bruxelles, no a una ridistribuzione generalizzata a spese degli Stati fiscalmente solidi. Se si desiderano fondi, è necessario assumersi le proprie responsabilità.
L’ESN sostiene una politica di bilancio dell’UE mirata che consenta di effettuare investimenti senza intaccare la sovranità nazionale. I risultati, la trasparenza e la responsabilità individuale devono tornare ad essere i criteri di riferimento.”