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Posti di lavoro riservati ai propri uomini a Bruxelles: Caspary, esponente del PPE, pronto a valutare da solo il proprio operato

Ufficio stampa del Gruppo ESN · 2 min di lettura
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La Commissione per il controllo di bilancio (CONT) del Parlamento europeo ha votato oggi sulla nomina del politico della CDU Daniel Caspary a membro della Corte dei conti europea. Caspary è attualmente presidente del gruppo CDU/CSU all’interno del PPE ed è membro del Parlamento europeo dal 2004. I membri della Corte dei conti europea sono proposti dai rispettivi governi nazionali – nel caso di Caspary sulla base di una decisione del Consiglio dei ministri federale tedesco – e, ai sensi dei trattati dell’UE, devono essere “al di sopra di ogni dubbio” quanto alla loro idoneità. A seguito della votazione a scrutinio segreto in seno alla commissione CONT, la fase successiva prevede una votazione a scrutinio segreto in seduta plenaria del Parlamento europeo.

Alexander Jungbluth, eurodeputato dell’ESN e membro sostituto della commissione CONT, ha commentato:

“Nominando Daniel Caspary, politico di partito attivo e figura di spicco della fazione, a una carica che richiede assoluta indipendenza, Bruxelles fornisce ancora una volta un esempio da manuale di come l’establishment confonda il controllo con la politica.».

Un membro della Corte dei conti europea dovrebbe essere libero da legami e fedeltà partitiche. Tuttavia, Caspary è stato finora una figura centrale del PPE, promuovendo costantemente una maggiore integrazione dell’UE e accordi di libero scambio globali – un’agenda politica che è fondamentalmente in contrasto con il ruolo di organo di controllo neutrale della Corte.

Il suo sostegno ad accordi commerciali quali il TTIP, la sua mancanza di rispetto per la sovranità nazionale e le sue osservazioni sprezzanti nei confronti dei cittadini critici nei confronti dell’UE dimostrano che egli non è la persona adatta a rafforzare l’indipendenza e la credibilità di questa istituzione.

Chiunque, come Caspary, abbia trascorso anni a contribuire alla definizione delle leggi non può affermare in modo credibile, il giorno successivo, di esserne il revisore imparziale. Questo non rappresenta un nuovo inizio per la Corte dei conti, bensì la continuazione di un sistema in cui la fedeltà politica conta più della competenza e dell’indipendenza.”