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I centri di espulsione privi di un’effettiva protezione delle frontiere esterne e la contemporanea istituzione di centri di smistamento non sono altro che una messinscena politica!

Ufficio stampa del Gruppo ESN · 1 minuto di lettura
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A seguito della riunione odierna dei ministri degli Interni dell’UE, è stato confermato che la Germania, insieme ad altri quattro Stati membri dell’UE, si sta preparando a istituire centri di espulsione in paesi terzi quali l’Uganda. L’eurodeputata dell’ESN Mary Khan (AfD) ha commentato:

“Il miglior sistema di espulsione rimane inefficace se un numero sempre maggiore di migranti irregolari continua ad affluire in Europa senza sosta. Una protezione coerente delle frontiere esterne dell’UE costituisce pertanto un primo passo indispensabile per arginare in modo sostenibile la catastrofe migratoria. Allo stesso tempo, nell’istituire centri di rimpatrio nei paesi terzi, non si deve in nessun caso rinunciare alla creazione di centri di smistamento, affinché i potenziali migranti irregolari completino l’intera procedura dopo aver presentato una domanda di asilo al di fuori dell’UE. Per evitare il sovraffollamento dei centri, è inoltre necessario accelerare in modo significativo l’estensione delle procedure accelerate direttamente alle frontiere esterne dell’UE.”.

Tuttavia, non vanno sottovalutati gli ostacoli logistici legati ai centri di rimpatrio in paesi come l’Uganda. È difficilmente concepibile che la Commissione stia pianificando una seria offensiva di espulsione se le persone devono prima essere trasportate in aereo per circa 7.000 chilometri, solo per poi attendere lì il loro ritorno nei paesi di origine. I paesi situati nelle immediate vicinanze delle frontiere esterne dell’UE sarebbero di gran lunga più adatti, e una Commissione responsabile avrebbe già da tempo fatto rispettare gli accordi necessari a tal fine, se necessario minacciando di sospendere gli aiuti allo sviluppo e altre misure di sostegno.”