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L’UE sta fallendo da 18 anni: il flagello dei cormorani rimane irrisolto!

Ufficio stampa del Gruppo ESN · 2 min di lettura
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Commentando l’approccio proposto in sede di Commissione per la pesca in merito alla questione dei cormorani, l’onorevole Volker Schnurrbusch, membro del Parlamento europeo, ha dichiarato:

“Da ormai 18 anni il Parlamento europeo riconosce il problema dei cormorani, eppure oggi l’UE si trova praticamente allo stesso punto del 2008. Mentre la popolazione ha raggiunto circa due milioni di esemplari e consuma circa 300.000 tonnellate di pesce ogni anno, i nostri pescatori e acquacoltori continuano a subire perdite per oltre 350 milioni di euro all’anno. Anziché agire con determinazione, Bruxelles propone ancora una volta concetti, organismi di coordinamento e piattaforme di dialogo, in altre parole proprio quelle misure burocratiche che finora non sono riuscite a risolvere il problema.”.

La realtà è chiara: il cormorano non è più un fenomeno marginale degno di protezione, ma un fattore economico ed ecologico di primaria importanza che rappresenta una grave minaccia per gli stock ittici, l’acquacoltura e l’intero sostentamento lungo le nostre coste. Con circa 200.000 coppie nidificanti, più della metà di questi uccelli acquatici nidifica nella regione del Mar Baltico, mentre 120.000 coppie nidificanti si trovano nel Mare del Nord. Ciò rende il problema particolarmente grave per i pescatori tedeschi.

Se persino l’UE ammette che le misure nazionali rimangono inefficaci e che è necessario un approccio a livello europeo, allora ciò che occorre in definitiva è la volontà politica di agire in modo coerente, compreso un efficace controllo demografico. Qualsiasi altra cosa non è che l’ennesimo capitolo dell’inerzia europea a spese dei nostri pescatori.”

Siegbert Droese, membro dell’AfD al Parlamento europeo e coordinatore dell’ESN in seno alla commissione per la pesca, ha aggiunto:

“Sebbene una deroga ai sensi dell’articolo 9 della direttiva UE sugli uccelli consenta agli Stati membri di abbattere i cormorani, si tratta di una procedura complessa. Gli Stati membri devono, ad esempio, dimostrare innanzitutto in ogni singolo caso che si è verificato un grave danno e che sono state esaurite tutte le altre misure deterrenti, un’impresa costosa, soprattutto per l’acquacoltura. È giunto il momento che lo status di specie protetta dei cormorani venga revocato dalla direttiva UE sugli uccelli!”