Le materie prime interessate includono cacao, caffè, olio di palma, legno, carne bovina e gomma. I requisiti originari hanno causato un enorme onere burocratico che comportava milioni di coordinate geografiche, dati satellitari e obblighi di documentazione. Anche durante la fase di prova, i sistemi informatici dell’UE andavano regolarmente in tilt.
Sotto la pressione dell’industria e dei gruppi conservatori (ESN, ECR e Patriots), è stata ora ottenuta una rettifica: gli operatori a valle non sono più tenuti a presentare le proprie dichiarazioni di due diligence. Tale obbligo ricade ora esclusivamente sull’operatore che immette le merci sul mercato per la prima volta. Inoltre, la data di entrata in vigore sarà posticipata: per le grandi e medie imprese a partire dal 30 dicembre 2026, mentre per le microimprese e le piccole imprese solo a partire dalla metà del 2027.
La proposta è stata approvata con 405 voti a favore e 242 contrari. La deputata europea dell’ESN Anja Arndt ha commentato:
“L’ESN e l’AfD hanno mantenuto le promesse. Abbiamo impedito che decine di migliaia di imprese venissero soffocate dalla burocrazia a causa di una normativa UE irrealistica. Le aziende guadagnano tempo, certezza nella pianificazione e liquidità — il che avvantaggia anche i consumatori grazie a prezzi più stabili.».
Ma anche la semplice trasmissione dei numeri di riferimento riportati sulle bolle di consegna causerà enormi problemi nella pratica: nel caso del legno, del cacao e del caffè, lungo le catene di approvvigionamento si accumulano centinaia di numeri, con il risultato di montagne di burocrazia. Il fatto che questo regolamento debba ora essere nuovamente rinviato evidenzia un fallimento strutturale da parte della Commissione. Le norme sono state adottate senza essere attuabili e le conseguenze economiche sono state semplicemente ignorate. È proprio contro questo che stiamo lottando.”