Il portavoce del Gruppo ESN in materia di politica di difesa, il Prof. Dr. Hans Neuhoff, ha dichiarato:
“Un prestito di 90 miliardi di euro sembra implicare che verrà rimborsato. In realtà, è fuori discussione che l’Ucraina possa mai essere in grado di onorare il servizio del debito relativo a tale importo. E poiché il rimborso è stato vincolato alle future riparazioni russe – che non si concretizzeranno mai – saranno i contribuenti europei a farsi carico del rischio, in primo luogo i tedeschi. Senza una prospettiva realistica di rimborso, questa somma enorme non è un prestito, ma un dono alla leadership ucraina.
Inoltre, nella sua relazione sull’Ucraina del novembre 2025, la Commissione ha nuovamente concluso che l’Ucraina è un Paese corrotto. Anziché nuovi doni multimiliardari in euro, ciò che occorre è una revisione completa di tutti gli aiuti finanziari erogati fino ad oggi.”
Alexander Jungbluth, portavoce dell’ESN Group in materia di politica di bilancio, ha aggiunto:
“Con un volume di prestiti pari a 90 miliardi di euro, i contribuenti degli Stati membri non devono essere tenuti all’oscuro dei rischi di responsabilità, dei termini di rimborso e dei meccanismi di controllo. Sono necessarie piena trasparenza, una base giuridica chiara e procedure di revisione efficaci prima ancora che fondi di tale entità vengano stanziati. Siamo particolarmente critici nei confronti del fatto che il finanziamento debba essere effettuato tramite obbligazioni dell’UE e garantito dal bilancio dell’Unione.”
Attraverso questa importante interrogazione parlamentare, il Gruppo ESN invita la Commissione a illustrare in modo esaustivo le conseguenze finanziarie, giuridiche e politiche del prestito previsto e a salvaguardare i diritti di controllo del Parlamento.