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Vittoria storica al Parlamento europeo: la maggioranza di destra nella Commissione per le libertà civili fa approvare il regolamento sui rimpatri!

Ufficio stampa del Gruppo ESN · 2 min di lettura
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Oggi, in seno alla Commissione per le libertà civili del Parlamento europeo, è stato adottato un compromesso alternativo sul regolamento UE in materia di rimpatrio grazie ai voti di una nuova maggioranza di destra. Oltre al Gruppo ESN, la proposta è stata sostenuta dal PPE, dall’ECR e dal PfE. Ciò segna un chiaro cambiamento di rotta su uno dei progetti chiave in materia di politica migratoria di questa legislatura.

Mary Khan, eurodeputata dell’AfD e relatrice ombra del Gruppo ESN per la presente relazione, ha dichiarato:

“Oggi è una giornata storica per l’AfD e un punto di svolta nella politica migratoria europea. La precedente politica delle frontiere aperte ha fallito. Questo voto lo dimostra chiaramente: ora esiste una maggioranza di destra a favore di un autentico cambiamento nella politica migratoria in Europa. È anche un segnale di avvertimento per la CDU, anche nel Baden-Württemberg: le promesse elettorali possono essere mantenute grazie alla cooperazione con l’AfD.”

Alla base di questa decisione vi è l’evidente fallimento del sistema attuale. Finora, solo circa il 20 per cento dei migranti irregolari a cui è stato imposto di lasciare l’Europa lo ha effettivamente fatto. La relazione adottata oggi renderà i rimpatri più rapidi, più efficaci e più facilmente applicabili per gli Stati membri.

Le principali misure di inasprimento contenute nel regolamento si basano sugli emendamenti presentati dalla relatrice ombra dell’AfD, Mary Khan. Tra queste figurano il divieto di ingresso a vita per le persone che rappresentano una minaccia per la sicurezza pubblica, sanzioni commerciali nei confronti dei paesi terzi che si rifiutano di riaccogliere i propri cittadini e opzioni di detenzione ampliate per garantire l’esecuzione dei rimpatri. La relazione prevede inoltre valutazioni mediche dell’età per prevenire abusi da parte di migranti che dichiarano falsamente di essere minorenni, nonché poteri aggiuntivi per perquisire dispositivi elettronici al fine di accertarne l’identità e l’origine.

Inoltre, il compromesso concede agli Stati membri un margine di manovra notevolmente più ampio. In futuro, essi potranno stabilire nella legislazione nazionale le condizioni alle quali sussiste un rischio per la sicurezza, quando può essere disposta la detenzione e quali misure aggiuntive siano necessarie per garantire i rimpatri.

Anche il voto odierno riveste un’importanza politica fondamentale. Per la prima volta, nel Parlamento europeo è emersa una maggioranza consistente su un dossier chiave in materia di migrazione che va oltre le forze di sinistra e liberali. Ora è caduto il muro anche nella politica migratoria.

Con l’adozione del compromesso in seno alla Commissione per le libertà civili, ha ora inizio la fase successiva della procedura. Nei prossimi negoziati con il Consiglio e la Commissione, l’obiettivo sarà quello di difendere e rafforzare ulteriormente le misure di inasprimento che sono state adottate. Dal punto di vista dell’AfD, una cosa è chiara: il voto odierno non è stato il punto di arrivo, bensì l’inizio di un cambiamento nella politica migratoria in Europa atteso da tempo.