“Da anni assistiamo a quella che è di fatto una migrazione di massa incontrollata attraverso il Mediterraneo, con conseguenze drammatiche per la sicurezza interna, i sistemi sociali e la coesione sociale in Europa. Per troppo tempo, il necessario fermo delle imbarcazioni di migranti è stato ostacolato da argomentazioni morali prive di fondamento, sotto le spoglie di un umanitarismo malinteso, da parte della corrente politica dominante e delle ONG di sinistra che ne influenzano le decisioni. L’iniziativa della Meloni rappresenta quindi un segnale di buon senso politico atteso da tempo. Se attuata con coerenza, potrebbe finalmente porre fine al modello di business delle bande di trafficanti. L’Italia sta dimostrando che la capacità dello Stato di agire, la protezione delle frontiere esterne e la salvaguardia della sicurezza interna non devono essere tabù, ma rientrano tra le responsabilità fondamentali degli Stati sovrani.
È inoltre positivo che i migranti che arrivano via mare, ai quali è vietato l’ingresso nelle acque italiane, vengano condotti nei paesi con cui l’Italia ha stipulato accordi in materia di trattenimento o rimpatrio. Ciò significa che la procedura di asilo si svolge al di fuori del territorio nazionale, può idealmente essere gestita con un iter accelerato e tutela la popolazione da potenziali minacce di natura criminale. Con il modello albanese, l’Italia è stata pioniera in questo ambito e, sebbene con notevole ritardo, ha visto il proprio approccio alla fine avallato dalle più recenti votazioni in seno al Parlamento europeo.”