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12 maggio 2026 · Bruxelles

L’ESN chiede una protezione efficace delle frontiere esterne dell’UE

Il Gruppo presenta una proposta coordinata elaborata dai suoi nove partiti membri volta a rafforzare i controlli alle frontiere nazionali e a proteggere efficacemente le frontiere esterne dell’Unione.
Ufficio stampa del Gruppo ESN · 3 minuti di lettura
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Il Gruppo Europe of Sovereign Nations ha presentato al Parlamento europeo una proposta congiunta sulla protezione delle frontiere esterne dell'Unione europea. La proposta è stata approvata dalle delegazioni di tutti e nove i partiti membri e fa seguito alla dichiarazione congiunta sulla politica migratoria rilasciata ad aprile.

Al centro della proposta vi è il principio secondo cui il controllo delle frontiere rimane di competenza degli Stati membri. L’Unione dovrebbe sostenere le autorità nazionali senza sostituirsi alle loro competenze: attraverso finanziamenti destinati alle infrastrutture e al personale, mediante accordi di rimpatrio esecutivi con i paesi di origine e di transito e attraverso un quadro giuridico unico per la registrazione alle frontiere esterne.

Le bandiere nazionali degli Stati membri dell’ESN davanti alla sede del Parlamento europeo a Bruxelles
Bandiere nazionali degli Stati membri all’esterno del palazzo del Parlamento a Bruxelles. Il Gruppo ha presentato la propria proposta durante la settimana di sessione plenaria. Foto: Gruppo ESN.

Tre punti della proposta

  • Fondi dell’UE destinati specificatamente alle infrastrutture di frontiera, alle tecnologie di sorveglianza e alle attrezzature delle autorità nazionali di frontiera.
  • Accordi di rimpatrio vincolanti in materia di restituzione come condizione per gli accordi commerciali e di sviluppo.
  • Procedure di registrazione e controllo al di fuori dell’area Schengen, prima dell’ingresso.

Chiunque voglia preservare la libera circolazione all’interno deve proteggere i confini all’esterno. Le due cose vanno di pari passo.

Copresidenti del Gruppo ESN

Il Gruppo sottolinea che la competenza in materia di soggiorno e cittadinanza rimane di competenza dei parlamenti nazionali. Esso respinge la ridistribuzione dei richiedenti asilo attraverso quote vincolanti; al contrario, gli Stati membri con frontiere esterne sottoposte a forte pressione dovrebbero ricevere sostegno operativo e finanziario.

La proposta sarà discussa in seno alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni durante la settimana di sessione di giugno. Il documento completo è disponibile per il download nella sezione “Newsroom”; l’ufficio stampa del Gruppo è a disposizione per ulteriori domande.