I membri della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo (LIBE) si sono riuniti martedì 18 febbraio a Bruxelles.
I membri della commissione avrebbero dovuto votare una relazione, redatta da Andrzej Halicki (PPE, Polonia), che fornisce alla Commissione europea le linee guida politiche per l’utilizzo dell’enorme bilancio dell’UE per il 2026.
Queste linee guida vengono solitamente approvate dalla maggioranza e respinte dall’opposizione. Tuttavia, con un esito sorprendente, la bozza di relazione ha ottenuto solo 25 voti a favore, contro 37 contrari e 5 astensioni.
Con questa votazione, la cosiddetta ‘vecchia maggioranza’ del Parlamento europeo è andata in frantumi.
I deputati europei dell’ESN si sono opposti a questa bozza di relazione per diversi motivi:
• La relazione chiede il proseguimento dei ‘finanziamenti diretti alle organizzazioni della società civile’, mentre le ONG ricevono ogni anno 1,7 miliardi di euro di finanziamenti europei, e tali finanziamenti hanno portato a enormi scandali di corruzione;
• La relazione intende aumentare il sostegno dell’Unione ‘per contrastare l’incitamento all’odio’, mentre l’Europa ha bisogno di maggiore libertà di espressione;
• La relazione ha chiesto di ‘combattere la diffusione della disinformazione su larga scala e sviluppare contromisure più efficaci’, mentre ciò costituisce un pretesto per una censura inaccettabile nei confronti delle voci e delle opinioni dissidenti.
I voti del Gruppo ESN, rappresentato dai deputati europei Ewa ZAJACZKOWSKA (Konfederacja, Polonia), Mary Khan (AfD, Germania) e Petar Volgin (Partito Revival, Bulgaria), sono stati ancora una volta determinanti nel lanciare questo forte segnale a favore della libertà di espressione e nel prendere una chiara posizione contro l’immigrazione di massa.