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La Commissione europea apre i programmi di innovazione digitale all’industria degli armamenti – La delegazione dell’AfD mette in guardia da una pericolosa svolta

Ufficio stampa del Gruppo ESN · 1 minuto di lettura
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Con una nuova proposta legislativa, la Commissione europea intende rendere disponibili in futuro, per progetti di difesa, i fondi dei programmi “Digital Europe” e “Horizon Europe”, nonché quelli destinati alle infrastrutture e alla coesione. L’iniziativa fa parte del pacchetto “ReArm Europe”, che mira ad aumentare la spesa per la difesa in tutta Europa. In totale, entro il 2027 potrebbero confluire nell’industria degli armamenti fino a 10 miliardi di euro provenienti direttamente dal bilancio dell’UE. Markus Buchheit, eurodeputato del Gruppo ESN, commenta:

“Con questa proposta la Commissione supera una linea rossa: per la prima volta, programmi di ricerca e innovazione chiaramente civili vengono trasformati in un veicolo di supporto per il riarmo. Quando si parla di ‘sinergie’, in realtà si intende il finanziamento incrociato di droni, sistemi d’arma basati sull’intelligenza artificiale e infrastrutture militari — pagati con il denaro dei contribuenti che in realtà era destinato alla digitalizzazione, all’istruzione e allo sviluppo sostenibile. Ciò di fatto abolisce il principio secondo cui i fondi dell’UE non dovrebbero confluire in equipaggiamenti militari.’.

Non stiamo parlando di spiccioli, ma di un pacchetto ’ReArm Europe» del valore fino a 800 miliardi di euro, affiancato da ulteriori miliardi provenienti da programmi digitali e strutturali. Ciò significa meno fondi per le piccole e medie imprese, per la ricerca sulle fonti energetiche, per l’inclusione digitale dei cittadini — e, al contrario, un gigantesco sussidio per l’industria degli armamenti. Con ciò, l’UE perde l’ultimo briciolo della propria credibilità morale.

In generale, la difesa deve rimanere un elemento fondamentale della sovranità nazionale e una responsabilità dei singoli Stati membri. Questo piano rivela inoltre quali siano le reali ambizioni dell’UE: il super-Stato europeo!

Non accetteremo tutto ciò. Chiediamo una separazione giuridicamente vincolante tra fondi civili e militari, piena trasparenza per ogni euro e il controllo democratico da parte del Parlamento. Il futuro dell’Europa deve fondarsi sulla pace, sull’innovazione e sulla prosperità, non sulla militarizzazione!”