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La Commissione europea conferma i piani per la creazione di una propria cellula di intelligence; Anderson ne chiede la sospensione

Ufficio stampa del Gruppo ESN · 1 minuto di lettura
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La Commissione europea ha ora confermato ufficialmente per la prima volta che sta valutando la creazione di una propria “cellula di intelligence” all’interno della propria amministrazione. Ciò emerge da una risposta a un’interrogazione parlamentare presentata dall’eurodeputata Christine Anderson. L’unità è destinata a integrare le “capacità di analisi” della Commissione, affinché questa possa rispondere alle mutevoli sfide geopolitiche.

L’idea di una struttura di questo tipo era già stata sollevata pubblicamente in precedenza dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. A tal proposito, Christine Anderson, eurodeputata del Gruppo ESN (AfD), afferma:

“A quanto pare, la Commissione europea sta creando una propria cellula di intelligence. Ciò è tuttavia altamente problematico, poiché l’analisi dei servizi di intelligence e la sicurezza nazionale sono, ai sensi dei trattati dell’UE, chiaramente di competenza degli Stati membri, non della burocrazia di Bruxelles.”

Ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 2, del Trattato sull’Unione europea, la sicurezza nazionale rimane di esclusiva competenza degli Stati membri. Una struttura dell’UE dotata di poteri di intelligence richiederebbe pertanto una modifica dei Trattati.

I piani sono collegati all’iniziativa “European Democracy Shield”, nell’ambito della quale un nuovo centro dell’UE dovrà identificare le minacce esterne in una fase precoce e sostenere risposte coordinate. Secondo il Commissario responsabile, Michael McGrath, un’unità dedicata all’interno della Commissione ha già avviato la propria attività.

In conclusione, Anderson rivolge un messaggio chiaro al Presidente della Commissione:

“Chiedo che questo progetto venga immediatamente interrotto. Bruxelles non ha né il diritto né la necessità di disporre di un proprio servizio di intelligence. Ursula von der Leyen dovrebbe ricordarlo: è la presidente della Commissione europea e deve far rispettare i trattati europei invece di strumentalizzare la Commissione per le sue fantasie di sorveglianza.”