Alexander Jungbluth, deputato europeo dell’AfD e portavoce per la politica di bilancio, afferma:
“L’attuale controversia mette a nudo ciò che fondamentalmente non funziona a Bruxelles: invece di gestire in modo responsabile il denaro dei contribuenti europei, tutto ruota attorno a nuove richieste di miliardi sempre maggiori. Eppure esistono numerosi modi per ridurre in modo significativo il bilancio, se solo si stabilissero finalmente delle priorità a favore dei nostri cittadini’.
Nel solo attuale quadro finanziario 2021–2027, sono stanziati quasi 80 miliardi di euro per le azioni esterne nell’ambito dello strumento ‘Global Europe’ (NDICI). Circa il 37 per cento di tale importo — oltre 29 miliardi di euro — è destinato ai paesi della regione subsahariana. Alla luce delle difficoltà economiche, dell’elevata inflazione e del calo della competitività all’interno dell’UE, questa politica di spesa non può più essere giustificata nei confronti dei cittadini che lavorano duramente.
È altrettanto incomprensibile che il denaro dei contribuenti europei venga utilizzato, tramite il meccanismo di protezione civile dell’UE e il Fondo di solidarietà, per la ricostruzione a seguito di catastrofi naturali in paesi terzi quali la Turchia o la Siria. L’assistenza operativa sotto forma di squadre di soccorso e coordinamento può proseguire nei limiti delle nostre capacità. Le sovvenzioni finanziarie, tuttavia, dovranno in futuro essere rigorosamente limitate agli Stati membri dell’UE.
Tagliando in modo coerente le spese non europee, potremmo ridurre sensibilmente il bilancio dell’UE e finalmente dare sollievo ai cittadini. Questa deve essere la priorità assoluta di qualsiasi politica fiscale responsabile!”