Il declino industriale della Germania sta accelerando in modo drammatico. Secondo il presidente di Gesamtmetall, Stefan Wolf, dal 2018 sono andati persi circa un quarto di milione di posti di lavoro solo nei settori metallurgico ed elettrico. Attualmente, ogni mese scompaiono da 10.000 a 15.000 posti di lavoro nel settore industriale. Nel frattempo, i prezzi dell’energia, i contributi previdenziali e i costi burocratici continuano ad aumentare costantemente. Le aziende spendono quasi 70 miliardi di euro all’anno solo per compilare correttamente i moduli relativi ai numerosi obblighi di rendicontazione nei confronti dell’UE e del governo.
La deputata europea del Gruppo ESN Anja Arndt afferma:
“Ciò a cui stiamo assistendo non è un cambiamento strutturale, bensì un declino controllato. Se mese dopo mese scompariranno diecimila posti di lavoro nell’industria, la Germania diventerà un Paese in cui nulla funziona più, nulla viene più prodotto, nulla viene più costruito.».
Questo fenomeno — alimentato dall’agenda climatica dell’UE — ci sta privando della nostra base industriale, dei nostri posti di lavoro e del nostro futuro. Si tratta di uno scandalo politico — e altamente pericoloso.
Se Bruxelles non agisce ora, ci troveremo di fronte a una situazione economica simile a quella postbellica: un Paese svuotato che non è più in grado di provvedere a se stesso. Questa politica deve essere interrotta immediatamente e i relativi regolamenti dell’UE devono essere sospesi.
Il Gruppo ESN chiede: Il Green Deal deve essere bloccato immediatamente. Qualsiasi altra scelta è irresponsabile.”