La Procura europea (EPPO) sta attualmente indagando su oltre 3.600 casi attivi relativi a frodi, corruzione e appropriazione indebita di fondi dell’UE. Il danno totale stimato ammonta a circa 67 miliardi di euro, quasi il triplo rispetto all’anno precedente. Il fondo NextGenerationEU, con un volume di 800 miliardi di euro, è particolarmente colpito: il 68% dei procedimenti riguarda frodi relative alle spese, comprese le frodi sui sussidi e quelle relative ai fondi di ripresa, con perdite stimate intorno ai 18,7 miliardi di euro. Tra questi figurano schemi di frode organizzati, favoritismi nell’aggiudicazione degli appalti e casi in cui, ad esempio, gli appalti sono stati aggiudicati a società di proprietà di parenti. Un numero considerevole di casi riguarda la cosiddetta transizione verde.
Alexander Jungbluth, membro del Parlamento europeo (Gruppo ESN, Commissione per i bilanci), ha dichiarato:
“Le attuali indagini dell’EPPO confermano le nostre ripetute critiche nei confronti dei fondi UE finanziati tramite debito, quali NextGenerationEU. La questione ora riguarda anche frodi relative alle sovvenzioni, corruzione e l’uso improprio dei fondi UE in relazione agli impianti fotovoltaici, alle energie rinnovabili e ai presunti programmi di efficienza energetica. In questi casi, la cosiddetta transizione verde si sta rivelando non un progetto di progresso, bensì un sistema di arricchimento personale tramite sovvenzioni mascherato da iniziativa ecologica. Anziché trasparenza ed efficienza, i contribuenti si trovano a dover far fronte a danni per miliardi. È ora necessario fare piena luce su tutti i casi, applicare severe conseguenze ai responsabili e introdurre meccanismi di controllo significativamente più rigorosi per i fondi dell’UE prima che scompaiano altri miliardi.”