Da oltre un anno si riunisce la commissione speciale incaricata di affrontare la crisi abitativa nell’Unione europea. Nella seduta odierna, per la prima volta, sono stati messi in primo piano dati concreti sugli sviluppi nel settore abitativo. È emerso chiaramente che, nonostante un aumento a livello dell’UE di circa 30 milioni di unità abitative dal 2010, la domanda continua a crescere, tra l’altro a causa dei cambiamenti demografici e del numero crescente di nuclei familiari. Allo stesso tempo, le istituzioni dell’UE hanno riconosciuto la mancanza di dati affidabili su questioni fondamentali, quali il numero effettivo di alloggi sfitti.
Volker Schnurrbusch, membro del Parlamento europeo per il Gruppo ESN e membro sostituto della commissione HOUS, commenta:
“L’ultima riunione ha messo a nudo, senza alcun eufemismo, quanto la politica abitativa dell’UE si sia ormai allontanata dalla realtà. Bruxelles vuole affrontare la crisi abitativa, eppure non sa nemmeno quante abitazioni siano effettivamente vuote e sarebbero realmente disponibili.
Si tratta di un autoinganno politico. Anziché affrontare le cause della crisi – l’immigrazione incontrollata, l’impennata dei prezzi dell’energia e le normative sempre più restrittive a carico di costruttori, proprietari e inquilini – i gruppi di sinistra si rifugiano in fantasie ideologiche che prevedono misure coercitive, limiti massimi agli affitti e quote per le case vacanza. Eppure, anche i loro stessi dati dimostrano che gli affitti a breve termine non sono il problema e che molte abitazioni apparentemente ‘vuote’ vengono utilizzate solo temporaneamente o non sono affatto commerciabili. Elaborare politiche senza basarsi sui fatti non fa che aggravare la crisi. Questa commissione speciale produce principalmente una cosa: più chiacchiere invece di più alloggi, un motivo in più per scioglierla definitivamente.”