La commissione LIBE del Parlamento europeo ha adottato un compromesso alternativo sulla direttiva UE in materia di rimpatrio con i voti di una nuova maggioranza di destra. Oltre al Gruppo ESN, la proposta è stata sostenuta dal PPE, dall’ECR e dal PfE, segnando un chiaro cambiamento in uno dei dossier chiave in materia di migrazione di questa legislatura.
Per il Gruppo ESN, i membri della commissione LIBE sono Mary Khan, Milan Uhrík ed Ewa Zajączkowska-Hernik.
Il voto rappresenta una svolta nella politica migratoria europea. La precedente politica delle frontiere aperte è ampiamente considerata un fallimento e, per la prima volta, nel Parlamento europeo è emersa una maggioranza di destra che sostiene un vero e proprio cambiamento nella politica migratoria.
La decisione si inserisce nel contesto di un sistema che si è rivelato inefficace: attualmente, solo circa il 20% dei migranti irregolari a cui è stato ordinato di lasciare l’Unione europea se ne va effettivamente. La relazione adottata mira a rendere i rimpatri più rapidi, più efficaci e più agevoli da attuare per gli Stati membri.
Tra le misure principali figurano il divieto di ingresso a vita per le persone che rappresentano una minaccia per la sicurezza pubblica, sanzioni commerciali nei confronti dei paesi terzi che si rifiutano di riaccogliere i propri cittadini e maggiori possibilità di detenzione finalizzate all’esecuzione dei rimpatri. Il provvedimento prevede inoltre valutazioni mediche dell’età e poteri aggiuntivi per ispezionare i dispositivi elettronici al fine di verificare l’identità e l’origine.
Con il voto in commissione, ha ora inizio la fase successiva: i negoziati con il Consiglio e la Commissione, nel corso dei quali le misure adottate dovranno essere difese e ulteriormente rafforzate.