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Il corso dell’UE sul clima costa posti di lavoro: l’AfD mette in guardia dalla deindustrializzazione dell’Europa

Ufficio stampa del Gruppo ESN · 1 minuto di lettura
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La Commissione europea ha proposto di inasprire la traiettoria delle emissioni sancita dalla legge sul clima dell’UE, puntando a una riduzione del 90 per cento entro il 2040. Secondo le attuali stime delle camere di commercio e dell’industria, in Germania potrebbero essere a rischio fino a 1,2 milioni di posti di lavoro, mentre le imprese dovranno sostenere costi aggiuntivi pari a circa 15 miliardi di euro entro il 2030. Markus Buchheit, eurodeputato del Gruppo ESN, ha commentato:

“Quando persino le camere di commercio e dell’industria lanciano l’allarme e mettono in guardia dalla minaccia che grava su milioni di posti di lavoro, è giunto il momento di porre fine a questo corso. Lo spettro dell’attivismo moralistico ha raggiunto i banchi del Parlamento: dai manifestanti che si incollano alle finestre per il clima agli ideologi che ignorano le conseguenze sull’economia reale.».

Abbiamo bisogno di capacità operativa, apertura alla tecnologia e sovranità in materia di politica industriale — non di ulteriori oneri multimiliardari in euro che allontanano la nostra produzione e impoveriscono i nostri cittadini.”