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Dazi statunitensi contro l’Europa: l’AfD mette in guardia da un attacco alla nostra economia

Ufficio stampa del Gruppo ESN · 1 minuto di lettura
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La delegazione dell’AfD al Parlamento europeo critica aspramente gli attuali sviluppi nelle relazioni commerciali tra l’UE e gli Stati Uniti. Il contesto è costituito dai nuovi dazi statunitensi e dal crescente ricorso alla politica commerciale come strumento geopolitico di pressione. La delegazione mette in guardia dalle conseguenze negative per le imprese europee, in particolare le piccole e medie imprese, nonché per la sovranità economica degli Stati membri dell’UE.

Markus Buchheit (AfD), membro dell’ESN del Parlamento europeo, afferma:

“Il cosiddetto Accordo di Turnberry è stato, sin dall’inizio, un accordo sbilanciato a spese dell’Europa. Mentre l’UE era disposta ad abolire tutte le tariffe doganali sui prodotti industriali statunitensi, le esportazioni europee sono ora gravate da tariffe forfettarie. È inoltre particolarmente problematico il fatto che le tariffe commerciali vengano sempre più utilizzate come strumento politico di pressione.

Coloro che ne risentono maggiormente sono le nostre piccole e medie imprese, nonché i cittadini. Tariffe più elevate comportano un aumento dei prezzi, l’interruzione delle catene di approvvigionamento e rischi per l’occupazione. Ecco perché chiediamo che gli impegni dell’UE previsti dall’accordo di Turnberry vengano sospesi fintantoché gli Stati Uniti non onoreranno i propri impegni. Il libero scambio è importante, ma non a costo della nostra autodeterminazione economica e della nostra sovranità.

L’AfD valuta inoltre in modo particolarmente critico l’estensione dei dazi del 50 per cento su acciaio e alluminio a numerosi prodotti derivati, che sta colpendo duramente le imprese europee. Allo stesso tempo, l’accordo di Turnberry è stato concluso senza un adeguato controllo parlamentare, un ulteriore esempio dei deficit democratici nella politica commerciale dell’UE.”