Dopo quattro anni di deliberazioni è arrivata la notizia bomba: la Commissione europea ha ordinato a Google di pagare una multa di 2,95 miliardi di euro. L’accusa è quella di “autopreferenza” nella pubblicità online. E in effetti, il gigante tecnologico si concede vantaggi sia dal lato degli acquirenti che da quello dei venditori. A rimetterci sono gli editori e le testate più piccole. Anche un tribunale statunitense deciderà a breve se Google debba scorporare la propria controllata pubblicitaria o modificare le proprie regole.
L’eurodeputato Volker Schnurrbusch del Gruppo ESN commenta:
“La Commissione farebbe bene ad attendere l’esito di questo procedimento e solo allora a minacciare l’applicazione di sanzioni. Google deciderà solo dopo la sentenza statunitense se ottemperare o piuttosto pagare.».
Da anni l’UE non è riuscita a creare un contrappeso ai colossi statunitensi nel settore delle piattaforme digitali. Ma invece di lamentarsi e infliggere sanzioni, l’UE dovrebbe creare un quadro normativo che consenta la nascita di un Google o di un Meta europeo. Invece, i creativi di talento stanno lasciando l’Europa in massa perché proprio questa politica dell’UE — insieme alle elevate imposte e al costo della vita — li allontana di fatto.
Abbiamo bisogno di equità per gli altri fornitori di pubblicità online, ma soprattutto abbiamo bisogno che l’Europa sia un continente di opportunità, non di divieti!”