Petr Bystron, eurodeputato del gruppo ESN, ha commentato:
“Stiamo parlando di miliardi che Bruxelles sembra intenzionata a investire — senza alcun reale controllo democratico — in una nuova infrastruttura di censura e propaganda. Con il pretesto di ‘proteggere la democrazia’, si sta creando una vasta macchina di sovvenzioni a favore di piattaforme e media vicini al governo, mentre le voci critiche continuano a essere escluse.».
Il fatto che ora ci si aspetti che i contribuenti europei colmino il vuoto lasciato dai tagli dell’USAID costituisce un affronto per chiunque creda in un’autentica diversità dei media. Bruxelles si arroga il diritto di decidere quali informazioni siano ‘buone’ o ‘cattive’, quali media siano ‘liberi’ e quali siano ‘propaganda’. Così facendo, l’UE sta abbandonando definitivamente il libero mercato delle idee.
Ci opporremo con determinazione a questi piani. Se l’Unione Europea prendesse sul serio la libertà di stampa e di espressione, tollererebbe emittenti scomode o straniere invece di investire miliardi in una forza di polizia ideologica. La disinformazione e la propaganda vengono sempre attribuite agli altri — eppure, con questo programma, Bruxelles sta istituzionalizzando proprio il controllo unilaterale dell’opinione pubblica.”